Dinner Party, Whatchu Bringing? apre un capitolo per Terrace Martin, Robert Glasper, Kamasi Washington e 9th Wonder. Il terzo album unisce jazz, funk, tastiere, sax, chitarra, batteria e voce. Phoelix canta in quasi tutti i brani, mentre J. Ivy e Isaiah Sharkey ampliano il suono del progetto. Al centro restano amore, confronto e comunità.
Whatchu Bringing?, 2026, Dinner Party
I Dinner Party tornano con Whatchu Bringing?, un album che sviluppa la vocazione del progetto verso il dialogo, la condivisione e il rapporto tra musicisti e ascoltatori. Il nucleo del gruppo riunisce Terrace Martin, Robert Glasper, Kamasi Washington e 9th Wonder. Attorno a loro prende forma un lavoro che alterna jazz, funk, soul e hip-hop, mantenendo al centro il tema della comunità.
Quando Robert Glasper e Terrace Martin hanno iniziato a definire l’identità di Dinner Party, il nome scelto esprimeva già una precisa idea di fondo: una tavola alla quale tutti potessero partecipare. Il gruppo considera infatti la musica come uno spazio per il confronto e la condivisione. Questo approccio accompagna anche Whatchu Bringing?, il terzo album del progetto. Il titolo introduce una domanda semplice. Cosa porta ciascuno alla tavola comune? La risposta arriva attraverso una serie di brani nei quali strumenti, voci e contributi diversi convivono senza perdere coesione.
L’album costruisce il proprio linguaggio attraverso sax, tastiere, chitarra e ritmiche di batteria. Il risultato resta essenziale, ma non povero di sfumature. Una presenza importante è quella del cantante Phoelix, che compare in tutti i brani tranne il primo e l’ultimo. La sua voce aggiunge continuità al percorso dell’album e accompagna diversi momenti con un registro morbido e un falsetto particolarmente riconoscibile. L’apertura spetta a Stop Being Late, brano nel quale il poeta J. Ivy entra in scena con una base dominata dal sax. Il testo sviluppa il tema dell’arrivo a una festa senza nulla da portare. La riflessione conduce però a un’idea precisa: l’affetto e la disponibilità verso gli altri possono rappresentare il contributo più importante.
Il passaggio successivo arriva con If It Ain’t Broke (Love Wins). L’introduzione lascia spazio alle tastiere di Robert Glasper, che impostano il terreno per l’ingresso di Phoelix. Il cantante affronta il brano con un falsetto delicato. Il tema ruota attorno alla necessità di non intervenire su ciò che funziona già, soprattutto quando il sentimento e la relazione rappresentano il loro punto di forza. In questo tratto dell’album, la dimensione musicale e quella tematica procedono insieme. Le melodie mantengono un andamento disteso, mentre la voce porta avanti il filo conduttore legato all’amore e alla cura dei rapporti.
La seconda parte di Whatchu Bringing? sposta gradualmente l’attenzione verso sonorità più funk. Stargazing introduce Isaiah Sharkey, che contribuisce con la sua chitarra accanto alle tastiere e al sax. Il brano assume così un carattere più dinamico. La chitarra diventa uno degli elementi principali dell’arrangiamento e accompagna il passaggio verso una dimensione più notturna e riflessiva. Subito dopo arriva Breakfast at Sharkey’s. Qui il contributo di Sharkey assume ancora maggiore rilievo. La chitarra diventa infatti il fulcro di un brano che rafforza ulteriormente la componente funk dell’album.
Whatchu Bringing? sviluppa quindi un’idea già presente nella storia di Dinner Party. La musica diventa un luogo di incontro, nel quale ogni contributo acquista valore all’interno dell’insieme. I quattro componenti principali del progetto portano esperienze e linguaggi differenti. Terrace Martin, Robert Glasper, Kamasi Washington e 9th Wonder costruiscono così un terreno comune, mentre ospiti come Phoelix, J. Ivy e Isaiah Sharkey ampliano la prospettiva del disco. Il messaggio che emerge dal percorso dell’album resta legato alla condivisione. Non conta soltanto ciò che si porta con sé. Conta anche la disponibilità a partecipare, ascoltare e creare un momento comune. In questo senso, Whatchu Bringing? presenta Dinner Party come uno spazio aperto. L’amore resta il contributo fondamentale da mettere sulla tavola, mentre jazz, funk e voce diventano gli strumenti attraverso cui trasformare questa idea in musica. (La redazione)
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