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Rita Zingariello – Il canto dell’ape, 2018 | Recensione

Rita Zingariello
Pregiato. Sottile. Elegante. Femminile. Colorato. Eterogeneo. Ricco di dettagli. Un lavoro che non si perde nel rumore confuso della massa perché Rita Zingariello ama le piccole cose e assieme ai suoi musici confeziona questo nuovo disco che è un gioiellino da prendere e custodire in segreto.

Si intitola Il canto dell’ape e già dal titolo l’immagine che ne esce è assai importante e portante per i concetti delle liriche: immaginiamoci un’ape, esserino miniaturizzato, infinitesimo quanto infinitamente piccolo, un nulla rispetto ai giganti del nostro tempo. Che canto può mai essere quello di un’ape? E che forza può avere qualcosa di così piccolo? Beh, non è forse dalle api che abbiamo alcuni degli alimenti più preziosi per sfamare noi giganti del mondo?

Ebbene su questa metafora forse anche esasperata che conduco l’ascolto di queste 12 nuove tracce di un disco d’autore assai ricco di qualità. Dalla produzione agli arrangiamenti: decisa la prima, un suono fermo e ben delineato, un suono pop per l’industria moderna che di certo, nel suo essere indie si gioca carte buone per reggere il confronto. Magistrali i secondi che conducono per mano la pulizia vocale della Zingariello in scenari assai distanti tra loro.

Ci sono i colori di un magico mondo di Amelie e della sua Francia rionale. C’è la povere delle milonghe danzate al mercato. C’è il sapore di mare che arriva sulla scogliera. C’è la Provenza con le sue distese di lavanda. C’è l’Argentina ma c’è anche Pablo Neruda. C’è l’immaginario della fisarmonica di Passarella e c’è un piccolo cliché del pop da rifilare alle industrie italiane. C’è l’attenzione delle piccole cose nella canzone di Rita Zingariello.

Questo disco finalmente celebra il bello che c’è nel mestiere artigiano che troppo spesso viene ignorato dai media delle produzioni seriali. E poi esiste un video di lancio in rete che la dice tutta sull’immaginario che ho provato a decantare qui sopra. Perché è ricco di immagini questo canto d’ape. Buonissimo ascolto. (Alessandro Riva)

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