Muore Betty Davis. La regina del funk in anticipo sui tempi

Si è spenta all’età di 76 anni Betty Davis, un’artista che nel 1973 si presentò al grande pubblico con “i suoi stivali argentati, un sorriso smagliante e un afro imponente”.

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È morta all’età di 76 anni la regina del funk Betty Davis, nota al grande pubblico non solo per le sue qualità artistiche ma anche per essere stata moglie di Miles Davis.

Nata il 26 luglio 1945, Betty Mabry (così all’anagrafe di Durham, North Carolina) si è spenta oggi, mercoledì 9 febbraio 2022, per cause naturali, così come è stato annunciato dal magazine Rolling Stone.

Di seguito riportiamo un articolo della sua etichetta, Light in the Attic Records, che commemora la grandezza di Betty Davis.

C’è una testimonianza su Betty Davis che è universale: era una donna in anticipo sui tempi.

Difficilmente si può immaginare la magia musicale di Outkast, Prince, Erykah Badu, Rick James, The Roots o persino dei primi Red Hot Chili Peppers senza l’influenza della pioniera dell’R&B Betty Davis. Il suo stile di punk-funk crudo e rivelatore sfida qualsiasi nozione secondo cui le donne non possono essere visionarie nel mondo del rock e del pop. Negli ultimi anni, i rapper – da Ice Cube a Talib Kweli e Ludacris – hanno costruito rime sulla sua musica intensa, forte ma sensuale.

C’è una testimonianza su Betty Davis che è universale: era una donna in anticipo sui tempi. Oggi questo potrebbe non essere così evidente come lo era trent’anni fa: viviamo in un’epoca che è stata profondamente cambiata dall’ostentazione sgargiante della sessualità femminile: da Parlet a Madonna, da Lil Kim a Kelis. Eppure, nel 1973, quando Betty Davis si presentò per la prima volta con i suoi stivali argentati, un sorriso smagliante e un afro imponente, a chi avresti potuto paragonarla? Marva Whitney aveva la voce ma non l’indipendenza. Labelle non sarebbe diventata sexy con la loro “Lady Marmalade” per un altro anno, mentre Millie Jackson non era “Feelin’ Bitchy” fino al 1977. Persino Tina Turner, la più evidente predecessore dello stile feroce di Betty, non era completamente fuori dall’ombra di Ike fino alla fine del decennio.

La storia unica della signora Davis, ancora purtroppo ai più è sconosciuta, è diversa da qualsiasi altra nella musica popolare. Betty ha scritto il brano “Uptown” per i Chambers Brothers prima di sposare Miles Davis alla fine degli anni ’60, influenzandolo con il rock psichedelico e presentandolo a Jimi Hendrix, ispirando personalmente il classico album “Bitches Brew”.

Ma anche la sua capacità di scrivere canzoni era molto in anticipo sui tempi. Betty non solo ha scritto tutte le canzoni che ha registrato ma ha prodotto tutti gli album dopo il suo primo; la giovane donna ha scritto i brani per i quali i Commodores hanno firmato per la Motown. Presto arrivò l’etichetta di Detroit, proponendo un contratto di scrittura di canzoni con la Motown, che Betty rifiutò. La Motown voleva possedere tutto. Dirigendosi nel Regno Unito, Marc Bolan dei T. Rex esortò la creativa a iniziare a scrivere per se stessa. Un filo conduttore di tutta la carriera di Betty fu la sua inflessibile etica fai-da-te, che le ha fatto rifiutare rapidamente chiunque non si adattasse alla sua visione. Alla fine avrebbe detto di no a Eric Clapton come produttore del suo album, considerandolo troppo banale.

Nel 1973, la Davis diede via alla sua carriera cosmica con un debutto omonimo incredibilmente progressive hard funk e sweet soul. La Davis mostrò il suo talento ferocemente unico con gemme quali“If I’m In Luck I Might Get Picked Up” e“Game Is My Middle Name”. L’album omonimo “Betty Davis” fu registrato con la sezione ritmica di Sly & The Family Stone e prodotto dal batterista della band Greg Errico, e comprendeva i cori di Sylvester e le Pointer Sisters.

Il suo secondo album del 1974, “They Say I’m Different”, presenta una copertina futuristica, degna di essere incorniciata, che sfida il funk di fantascienza di David Bowie con un vero e proprio fuoco dall’anima rock che inizia con la selvaggia e sex “Shoo-B-Doop and Cop Him” ​​(in seguito campionata da Ice Cube). Il suo seguito è pieno di tagli classici come “Don’t Call Her No Tramp” e il funk esilarante, duro e profondo di “He Was A Big Freak”.

Betty Davis stava andando in alto negli anni ’70. Una nuova etichetta discografica, una serie di relazioni di alto profilo ed esibizioni dal vivo intensamente sessualizzate l’hanno resa una stella nascente. Sembrava che tutto fosse allineato per prendere d’assalto il mondo della musica. Così Betty e la sua band tornano in studio in qualità di autrice, produttrice e interprete, creando la sua uscita definitiva: “Nasty Gal”.

Per la prima volta, i suoi primi due album, adorati dalla critica, sono stati amorevolmente rimasterizzati dai master tape originali dalla Light In The Attic Records per suonare feroci e rivoluzionari come quando erano nati per la prima volta in un mondo ignaro nei primi anni ’70 . Con queste ristampe Betty riceverà per la prima volta i diritti d’autore per la sua musica su CD.

Light in the Attic Records

Per non dimenticare la magnifica artista afroamericana, vi invitiamo a recuperare questi dischi: l’omonimo Betty Davis del 1973, They Say I’m Different del 1974, Nasty Gal del 1975, Crashin’ From Passion del 1996 e Is It Love or Desire? del 2009. (La redazione)

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