«Roses», il secondo album della cantante canadese Aphrose

Una convincente amalgama di neo soul, soul tradizionale, hip hop e R&B.

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Se son rose fioriranno, e il secondo album della cantante canadese Aphrose, dal titolo Roses, si schiude un petalo alla volta con una convincente amalgama di neo soul, soul anni 70, hip hop e R&B.

Avevamo già parlato di questa talentuosa cantautrice in occasione dell’uscita del primo singolo di questo album, Good Love, un morbido midtempo che affonda le radici nella tradizione soul di artisti del passato come di nomi del presente quali Erykah Badu o FrankOcean

Good Love è poi stato pubblicato come 45 giri in edizione limitata, con al lato B la canzone YaYa, caratterizzata da una strumentale disco-funk e con armonie vocali che ricordano quelle dell’house, uscito in compagnia di un video ambientato in una pista di pattinaggio ‘roller disco’. 

Il terzo singolo è stata la titletrack dell’album, Roses, una ballata R&B dedicata alla nonna materna Rose che si è trasferita in Canada dal Trinidad & Tobago, diventando una fonte di ispirazione per Aphrose, e a cui è dedicato l’intero album.

Dei brani rimanenti sull’album, spicca soprattutto Honey (Don’t) Come Back che inizia con bpm bassi e strumentazioni ridotte al minimo e quasi trap, accentuando la voce intimista di Aphrose, per poi prendere velocità e ritmo, avvicinandosi alla nu disco.

In una vena simile si colloca Soft Nuclear, la cui produzione vira verso la soulful elettronica contemporanea, ma i cui cori di accompagnamento ricordano i gruppi R&B femminili degli anni 90 come SWV.

In The Time Of Sorrow è un brano midtempo contemplativo, Higher è il tributo di Aphrose a Prince, mentre il piano minimalista ma imponente di Weapons lo avvicinano al mondo del soul-pop cantautoriale, con un coro a 5 voce che rimanda invece al gospel. 

Roses è un album senza tempo, la cui produzione pesca a piene mani dal passato, presente e futuro della musica soul. Ma è Aphrose, con la sua voce vellutata ma potente, ad essere l’assoluta protagonista. (Adaja Inira)

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