I Rolling Stones pubblicano Foreign Tongues, venticinquesimo album in studio prodotto da Andrew Watt. Ecco come è nato il disco, i singoli pubblicati, gli ospiti coinvolti, il contributo postumo di Charlie Watts, la copertina firmata Nathaniel Mary Quinn e l'accoglienza ricevuta dalla critica internazionale.
Foreign Tongues, 2026, The Rolling Stones
I Rolling Stones sono tornati con Foreign Tongues, il venticinquesimo album in studio della loro carriera. Il disco è uscito il 10 luglio 2026 ed è stato prodotto da Andrew Watt, già al lavoro con la band nel precedente Hackney Diamonds. L’album propone soprattutto brani inediti. Inoltre recupera alcune composizioni rimaste fuori dal lavoro precedente e include una registrazione realizzata con Charlie Watts durante una sessione del 2021, poco prima della sua scomparsa. Si tratta dell’ultimo contributo del batterista all’interno di un album in studio del gruppo.
Le prime conferme sull’esistenza del nuovo disco sono arrivate alla fine di settembre 2025. In quell’occasione Ronnie Wood aveva anticipato che il gruppo avrebbe pubblicato un nuovo album nel 2026 e che il lavoro era già completato. Successivamente sono state smentite anche le indiscrezioni secondo cui Foreign Tongues avrebbe rappresentato l’ultimo progetto della band. Al contrario, sono emerse informazioni secondo cui i Rolling Stones avrebbero già scritto almeno dieci nuovi brani destinati a un futuro album.
La promozione è iniziata in modo insolito. L’11 aprile 2026 è comparso il singolo Rough and Twisted, pubblicato con lo pseudonimo The Cockroaches e distribuito inizialmente in appena mille copie in vinile presso alcuni negozi selezionati. Nei giorni precedenti erano circolate indiscrezioni secondo cui il primo singolo del nuovo album sarebbe stato Mr. Charm. L’informazione, però, si è rivelata errata. Solo in seguito il gruppo ha confermato che The Cockroaches era uno pseudonimo già utilizzato negli anni Settanta per esibirsi a sorpresa in piccoli locali.
Il 25 aprile 2026 i Rolling Stones hanno pubblicato venti fotografie sui propri canali social. Le immagini mostravano manifesti con la scritta “Foreign Tongues” tradotta in diverse lingue e anticipavano il titolo dell’album. Pochi giorni dopo è stata svelata anche la copertina. L’immagine utilizza Trinity, un’opera realizzata nel 2025 dall’artista statunitense Nathaniel Mary Quinn. Il lavoro raffigura i volti di Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood che sembrano fondersi in un’unica figura. La direzione artistica è stata affidata a Bráulio Amado e Mat Maitland. Il 5 maggio la band ha annunciato ufficialmente l’uscita dell’album fissata per il 10 luglio 2026. Nello stesso giorno è arrivato anche il primo singolo, In the Stars, pubblicato sulle piattaforme di streaming e su YouTube. Contestualmente è stata resa disponibile anche la versione digitale completa di Rough and Twisted, proposta come doppio lato A. Il videoclip di In the Stars, con la partecipazione dell’attrice Odessa A’zion, è stato pubblicato il 14 maggio. Successivamente, il 26 giugno, è uscito anche il secondo singolo, Jealous Lover.
Foreign Tongues riunisce numerosi musicisti insieme ai Rolling Stones. Tra gli ospiti figurano Paul McCartney, Robert Smith dei The Cure, Steve Winwood, Bruno Mars, Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers, oltre a Steve Jordan, Darryl Jones e Benmont Tench. Il disco conserva anche una registrazione con Charlie Watts, realizzata durante una sessione a Los Angeles nel 2021. Alcune incisioni provenienti dalle stesse sessioni erano già confluite in Hackney Diamonds.
L’album ha ricevuto un’accoglienza generalmente positiva. L’aggregatore Metacritic gli ha assegnato un punteggio medio di 78 su 100, mentre AnyDecentMusic? ha registrato una media di 7,1 su 10. Diverse testate hanno sottolineato il carattere contemporaneo del disco. Alcuni recensori hanno evidenziato come il gruppo affronti temi legati al presente senza limitarsi a riproporre formule del passato. Altri hanno apprezzato il maggiore spazio riservato alle chitarre rispetto a Hackney Diamonds, pur osservando che la produzione di Andrew Watt risulta talvolta molto rifinita. Le valutazioni più favorevoli hanno messo in evidenza la vitalità della band, la qualità delle interpretazioni di Mick Jagger e l’equilibrio tra tradizione e sonorità moderne. Non sono mancate, però, opinioni critiche. Alcune recensioni hanno giudicato la produzione eccessivamente levigata, sostenendo che attenui l’impatto delle chitarre e l’energia più spontanea che ha caratterizzato molti lavori storici dei Rolling Stones. Altri osservatori hanno definito il disco discontinuo e, in parte, vicino a una raccolta di brani rimasti esclusi da Hackney Diamonds. (La redazione)
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