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FIMI: «Se è possibile accedere in uno stadio con 16 mila persone per il calcio, deve essere possibile anche per un concerto».

Il Ceo Fimi, Enzo Mazza, in un commento alla stampa dice: «Siamo alla farsa, il mondo della cultura non può essere trattato così».

Dopo il via libera dato dal Governo al mondo del calcio che consentirebbe, come richiesto dalla Uefa, la partecipazione del pubblico alle partite degli Europei di Calcio con un limite del 25% della capienza dello stadio, il Ceo della Fimi (Federazione dell’Industria Musicale Italiana) sembra non averla presa per niente bene.

«È evidente che siamo di fronte ad una farsa. Si dibatte su protocolli stringenti sui quali dovrebbe esprimersi il CTS, per consentire quest’estate eventi musicali con mille o poco più persone all’aperto, e nello stesso momento si approva un piano per l’accesso di oltre 16 mila persone all’Olimpico in occasione degli europei di calcio? I danni causati al mondo dello spettacolo e della musica dal vivo dopo oltre un anno di pandemia e restrizioni – sottolinea Mazza – sono immensi. Un settore distrutto, lavoratori dispersi e senza risorse, piccoli club che hanno chiuso per sempre e ora si scopre che una decisione politica può derogare alle restrizioni sanitarie? È ridicolo. Penso che artisti e addetti ai lavori non debbano accettare una discriminazione di tale portata. Deve essere immediatamente aperto un tavolo di confronto per ottenere quanto meno un trattamento equivalente. Se è possibile accedere in uno stadio con 16 mila persone per il calcio, deve essere possibile anche per un concerto. È una questione di principio, il mondo della cultura non può essere trattato in questo modo».

Ceo Fimi, Enzo Mazza, commenta così all’Adnkronos

A quanto pare, dunque, l’appello di Enzo Mazza è di estendere il provvedimento anche all’intero settore dello spettacolo e della cultura. (La redazione)

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