Caro Castaldo, se a fare schifo fosse anche il giornalismo musicale?

Prendendo spunto dall’articolo del buon Gino Castaldo, abbiamo ribaltato il quesito posto dallo stesso critico: “Cari giornalisti musicali, potreste impegnarvi un po’?”.

Non so se in questi giorni di canicola vi sia capitato di leggere l’appello ai musicisti lanciato dal noto giornalista e critico musicale Gino Castaldo su L’Espresso online dal titolo “La musica del momento fa veramente schifo. Cari cantanti, potreste impegnarvi un po’?”.

Un articolo più o meno condivisibile che tuttavia ci piace ribaltare, sostituendo i destinatari della missiva (“giornalisti musicali” al posto di “cantanti”) e tutto ciò che ne consegue.

Una sorta di parafrasi per riflettere su quanto stia accadendo oggi (come ieri, del resto) nel mondo della musica e dell’informazione musicale e culturale, soprattutto quella mainstream fatta di grandi numeri.

Perché se “la musica del momento fa veramente schifo”, il giornalismo musicale manco scherza! Dunque è anche opportuno dire: Cari giornalisti musicali, potreste impegnarvi un po’?”.

Insomma: forse sarebbe il caso che il giornalismo musicale che conta, quello alimentato da multinazionali e grandi gruppi editoriali e mediatici, smetta di inseguire a tutti i costi tendenze e mediocrità diffuse dai social, ma si impegni a immettere sul mercato prodotti e contenuti (tv, radio, carta stampata e web) capaci di scovare la tanto auspicata bellezza di cui parla il buon Castaldo.

Noi in qualche modo ci stiamo provando dal 2005, con zero risorse economiche ma infinita e, spesso, stucchevole passione. (La redazione)

(Articolo coperto da copyright. Per informazioni, contattare l’editore di questo blog.)

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