«Discorsi sulla musica» con Luca Madonia

È il cantautore catanese Luca Madonia, già membro fondatore dei Denovo, a rispondere alle nostre "solite domande". Buona lettura.

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Già membro fondatore negli anni ’80 dei Denovo, storica formazione della new wave italiana, Luca Madonia intraprende nel 1991 la carriera da solista con Passioni e manie, album che mette subito in luce il talento di un cantautore pop gentile e intimista.

Seguono Bambolina (1993) e Moto perpetuo (1994), dischi fatti di canzoni pop-rock eleganti e intrise di sentimenti, frutto di riflessioni che lentamente trovano nuove espressioni con La consuetudine (2002) e Vulnerabile (2006), passando per Il tempo è dalla mia parte (2017), che è un po’ la sua dichiarazione d’intenti, fino ad arrivare a Stiamo tutti ben calmi, in uscita a novembre 2022, che in qualche modo racchiude 40 anni di carriera dell’artista catanese. (La redazione)

«Discorsi sulla musica» con Luca Madonia © di Luca D’Ambrosio

Luca Madonia (ph Giovanni Canitano)

Qual è stato il momento preciso in cui hai deciso di dedicare la tua vita alla musica?

Ero veramente un bambino, avevo 8 anni, e mi innamorai perdutamente dei Beatles e lì provai un’attrazione fatale per la musica! Con i Denovo nell’82 capii che sarebbe stato il mio mestiere. Ero iscritto a Medicina, quasi alla fine decisi che sarebbe stato meglio diventare un “mediocre” musicista piuttosto che un pessimo medico!

Quali sono state le difficoltà iniziali?

Avere vent’anni ti fa vincere tutte le difficoltà, hai un tale fuoco dentro che riesci a “bruciare” ogni ostacolo! Certo, venendo dalla Sicilia, di chilometri ne abbiamo fatti!

Qual è la cosa più bella che ricordi dei tuoi inizi?

Sicuramente la magia che si è creata fra noi Denovo, le affinità e la grinta che avevamo! Ricordo ancora con gioia i pomeriggi, tutti, passati nel garage dei miei a sperimentare un nostro suono, a essere unici e soprattutto a divertirci veramente!

Oggi, invece, quali sono le principali difficoltà per chi come te fa musica?

Oggi è cambiato il mondo, la globalizzazione e internet hanno dato moltissime chances a tanti ma c’è forse troppa roba! La mia forza è la consapevolezza che una parte della mia generazione è cresciuta con me e ancora mi supporta.

Pensi che in questo particolare momento storico ci sia un approccio culturale differente tra un artista affermato e uno che sta muovendo i primi passi?

Scuramente sì. Quando abbiamo iniziato ci si doveva fare le ossa sul campo, si cresceva e si imparava dalla vita a fare questo mestiere. Oggi è più facile per un giovane diventare famosissimo in poco tempo ma se poi le cose scemano un po’ si finisce in analisi! E poi rimango dell’idea che la qualità vince sempre sui numeri!

C’è invece qualcosa di positivo nel fare musica in questi anni ’20 del terzo millennio?

Quando c’è arte, in generale, è sempre un fatto positivo! La musica è qualcosa di liberatorio che aiuta a superare momenti bui sia per chi la fa che per chi l’ascolta.

Quanto sei “social” e “tecnologico”?

Direi veramente molto poco, per fortuna ho i miei figli che mi danno una mano! Nel bene e nel male sono sempre del secolo scorso!

Una domanda da 100 milioni di dollari. Che cos’è la musica?

Credo che la musica sia vita! È forse una delle migliori terapie contro l’appiattimento e l’ignoranza a patto però che sia di un certo livello! Deve elevare i sentimenti stimolando la sensibilità di ciascuno.

Quali sono stati gli artisti e/o i dischi principali che in qualche modo ti hanno influenzato?

A parte i Beatles, come ti dicevo, ho amato tanto gli XTC, i Talking Heads, Costello e i Police negli anni ’80, tutta musica che ci ha influenzato come Denovo. ovviamente anche Mozart se la cavicchiava!

Quanto sono importanti nella vita, così come nell’arte, la curiosità e l’assenza di pregiudizio?

Beh, la curiosità è tutto, ti spinge ad andare avanti per capire tante cose, metabolizzare ogni cosa e crescere. I pregiudizi sono un po’ come la coerenza: virtù degli stolti!

Nella musica, sia per chi la fa e sia per chi la critica, c’è qualcosa che non sopporti?

Non sopporto tante cose, soprattutto nella vita reale, la musica ne è solo un aspetto!

Il tuo genere musicale preferito assoluto?

Sai, con l’età la pelle d’oca scompare, forse per fortuna, ma sono sempre affascinato dal bello, da ciò che veramente mi sorprende.

Un disco che hai realizzato e che consiglieresti a chi non ancora non ti conosce.

Banalmente direi l’ultimo “Stiamo tutti ben calmi “, c’è dentro tutta la mia storia, riletta e interpretata in modo più cerebrale e maturo.

Parliamo invece di una cosa davvero difficile da spiegare. Secondo te, come si raggiunge una propria identità artistica, al punto da essere riconosciuta e apprezzata da un determinato pubblico?

Credo che l’importante sia non tradire mai la propria identità, essere riconoscibili e sinceri! 

L’artista ha bisogno di continue conferme da parte della stampa e della propria comunità?

Le conferme aiutano solo le debolezze caratteriali! La vera forza sta in te anche se, ovviamente, sono contento se mi fanno dei complimenti!

Tu sei un personaggio pubblico. Meglio essere sempre presenti o sparire per un po’?

Lo chiediamo a Moretti?

È pressoché indubbio che anche la vita artistica sia segnata da compromessi. Cosa però l’artista non dovrebbe accettare mai?

I compromessi!

Hai mai pensato di smettere?

Certo, è nella natura umana non volersi sentire ingabbiati in un ruolo!

C’è un sogno, un’idea che invece vorresti realizzare?

I sogni sono tanti, spesso non riesci a realizzarli ma ti aiutano ad andare avanti.

Dove sta andando la musica?

Dalle cantine al web!

La Pandemia da Covid-19 ha messo a dura prova l’intera umanità. Come l’hai vissuta da essere umano e soprattutto da artista. Mi racconti qualcosa?

La pandemia mi ha fatto rimettere in discussione addirittura delle amicizie, è venuto fuori il peggio del genere umano! Da artista mi divertiva il fatto che, per una volta, eravamo tutti uguali, tutti fermi!

Perché hai deciso di rispondere a queste domande?

Perché fa parte del gioco!

Luca Madonia

(Articolo coperto da copyright. Per informazioni, contattare l’editore di questo blog.)

Artisti che finora hanno partecipato a «Discorsi sulla musica»: Edda, Ghigo Renzulli, Erica Mou, Mirkoeilcane, Amerigo Verardi, Gianni Maroccolo, Mara Redeghieri, Ivan Cattaneo, Marino Severini, Wrongonyou, Umberto Maria Giardini (Moltheni), Fabio Curto


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