
Da Elvis a Lady Gaga, passando per Sinatra, Scorsese e Sanremo: come un’icona della cultura pop ha ispirato canzoni, film e leggende
Luci al neon
Poche città al mondo possono vantare una colonna sonora come quella di Las Vegas. Nata come stazione di passaggio nel deserto, è diventata nel giro di qualche decennio un palcoscenico permanente, un luogo in cui musica, cinema e immaginario collettivo si sono intrecciati fino a diventare inseparabili. Ripercorrerne la storia attraverso le canzoni significa raccontare un pezzo importante della cultura popolare del secolo scorso.
Impossibile non partire da Viva Las Vegas, il brano scritto da Doc Pomus e Mort Shuman e portato al successo da Elvis Presley nel 1964, nell’omonimo film diretto da George Sidney accanto a Ann-Margret. Una canzone esplosiva, quasi un inno, che negli anni è stata reinterpretata dai generi più diversi: dalla versione punk e scatenata dei Dead Kennedys a quella blues-rock degli ZZ Top. Ma il legame tra Elvis e la città va oltre il cinema: dal 1969 il Re del rock’n’roll inaugurò all’International Hotel una lunga serie di concerti che segnò il suo ritorno sul palco e trasformò Las Vegas in una meta obbligata per i grandi nomi dello spettacolo.
Prima ancora di Elvis, a regnare sulle notti del Nevada era stato il Rat Pack: Frank Sinatra, Dean Martin e Sammy Davis Jr., protagonisti di leggendarie serate al Sands. Nel 1960 il gruppo si ritrovò anche sul set di Ocean’s Eleven, film che quarant’anni dopo Steven Soderbergh avrebbe trasformato in un remake di successo, celebre anche per la scena finale davanti alle fontane del Bellagio sulle note di Clair de lune di Debussy. Sinatra, del resto, aveva fatto sua Luck Be a Lady, brano firmato da Frank Loesser per il musical Guys and Dolls: un’invocazione alla fortuna diventata uno standard dello swing.
La fortuna, l’azzardo, il colpo di scena: temi che la canzone popolare ha spesso usato come metafora della vita. Lo dimostra The Gambler di Kenny Rogers, scritta da Don Schlitz e pubblicata nel 1978. Il racconto dell’incontro tra due viaggiatori su un treno notturno è in realtà una piccola lezione esistenziale sul saper scegliere quando insistere e quando lasciar perdere. Il brano vinse un Grammy e ispirò persino una serie di film per la televisione.
Con toni ben più ruvidi, nel 1980 i Motörhead di Lemmy Kilmister pubblicavano Ace of Spades, tre minuti di velocità pura in cui l’asso di picche diventa il simbolo di una vita vissuta al limite. Quasi trent’anni dopo, Lady Gaga avrebbe giocato con lo stesso immaginario in Poker Face, singolo del 2008 dall’album The Fame, costruito su un doppio senso tutto pop. Non a caso la cantante sarebbe poi tornata in città con una residency di grande successo.
Il cinema ha contribuito più di ogni altra arte a costruire il mito di Las Vegas, e spesso lo ha fatto attraverso la musica. In Casino (1995) Martin Scorsese accosta senza timori la Passione secondo Matteo di Bach, i Rolling Stones, la versione dei Devo di Satisfaction e il tema struggente composto da Georges Delerue per Il disprezzo di Godard: un mosaico sonoro che racconta ascesa e caduta di un impero. Tre anni dopo, Terry Gilliam portava sullo schermo Paura e delirio a Las Vegas di Hunter S. Thompson, con la psichedelia dei Jefferson Airplane a fare da specchio deformante alla città delle luci.
Anche la nostra storia musicale ha un legame inatteso con questo immaginario. Il Festival di Sanremo, infatti, nacque nel 1951 nel salone delle feste del Casinò della città ligure, dove rimase fino al trasferimento al Teatro Ariston nel 1977. Le prime edizioni, trasmesse via radio, si svolgevano tra tavoli apparecchiati e un pubblico in abito da sera: un’atmosfera che ricordava da vicino le grandi sale americane.
Oggi Las Vegas è più che mai una capitale della musica dal vivo. Dalle lunghe residency di Céline Dion e Adele al Caesars Palace fino agli spettacoli immersivi della Sphere, inaugurata dagli U2 nel 2023, la città continua a reinventarsi come laboratorio dello spettacolo. Nel frattempo, l’estetica fatta di velluti, luci e fiches che film e canzoni hanno reso iconica si è spostata anche online: le piattaforme regolamentate come NetBet.it, riservate ai maggiorenni, ne riprendono i codici visivi, a conferma di quanto quell’immaginario sia ancora radicato nella cultura contemporanea.
Da Elvis a Sinatra, da Kenny Rogers ai Motörhead, da Scorsese a Lady Gaga, il deserto del Nevada ha ispirato generazioni di artisti. Ogni epoca ha trovato in questo luogo uno specchio delle proprie ambizioni, delle proprie illusioni e dei propri sogni. E ogni volta, a raccontarlo, c’è stata una canzone pronta a diventare leggenda. (Aaron Stack)
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